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NFC: un livello di sicurezza in più per il Digital Product Passport

di TreVerum · 15 luglio 2026

NFC: un livello di sicurezza in più per il Digital Product Passport

Il QR code e lo strumento che ha reso il Digital Product Passport accessibile a chiunque abbia uno smartphone: nessuna app da installare, nessun costo aggiuntivo per il produttore, lettura immediata con la fotocamera. Resta, e restera a lungo, lo standard di riferimento per la stragrande maggioranza dei prodotti e dei settori.

Per un sottoinsieme specifico di prodotti pero, quelli di valore molto elevato, quelli destinati al collezionismo, quelli dove la contraffazione rappresenta un problema economico documentato, esiste oggi una tecnologia che si può aggiungere come ulteriore livello di sicurezza: i chip NFC.

Un livello aggiuntivo, non un sostituto

E importante essere chiari su questo punto fin dall'inizio: NFC non sostituisce il QR code, lo affianca. Il QR resta la scelta giusta per la trasparenza dei dati accessibile a tutti, in ogni situazione dove l'obiettivo primario e mostrare origine, materiali e certificazioni in modo semplice e universale.

NFC entra in gioco quando, oltre alla trasparenza dei dati, serve anche un meccanismo di autenticazione fisica particolarmente robusto, per prodotti dove il valore del singolo pezzo o il rischio di contraffazione giustificano un investimento aggiuntivo in sicurezza hardware.

Come funziona un chip NFC per l'autenticazione

I chip NFC piu usati per questo scopo, come l'NTAG 424 DNA, integrano un protocollo di sicurezza chiamato SUN (Secure Unique NFC): ogni volta che il chip viene letto con uno smartphone, genera un link crittografato univoco e diverso dal precedente. A questo si aggiunge un identificativo hardware univoco per ogni singolo chip, legato fisicamente al componente stesso.

Questo rende un chip NFC di questo tipo un livello di autenticazione particolarmente solido, complementare alla trasparenza dei dati che il QR code già garantisce.

Come si integra fisicamente nel prodotto

Uno degli sviluppi piu interessanti degli ultimi anni riguarda la miniaturizzazione e l'adattabilita dei tag NFC a materiali molto diversi tra loro.

Esistono adesivi NFC ultrasottili, fino a 0,15 millimetri di spessore, che si integrano in pelle, tessuto o carta senza alterarne la sensazione al tatto. Per componenti metallici, come fibbie, casse di orologi o elementi decorativi, esistono soluzioni "on-metal" pensate per mantenere la trasmissione del segnale anche a contatto diretto con superfici metalliche. Per il tessile esistono tag lavabili, testati per resistere a decine di cicli di lavaggio industriale. Per bottiglie di vino e distillati esistono tag integrabili nel tappo o nella capsula, capaci di rilevare anche se il contenitore e stato aperto.

Molti tag sono inoltre costruiti con una fragilita strutturale intenzionale: un tentativo di rimozione per riapplicarli su un altro prodotto li danneggia in modo permanente, impedendo il riutilizzo fraudolento di un tag autentico su un pezzo diverso.

Settori dove ha già senso oggi

Arte e collezionismo. Dipinti, sculture, libri rari: pezzi unici dove l'autenticita e l'intero fondamento del valore. Un chip integrato nella cornice, nel supporto o nella rilegatura offre un livello di autenticazione fisica che un certificato cartaceo non può garantire.

Pelletteria e accessori di fascia alta. Un tag integrato nella fodera interna resta invisibile ma verificabile con un semplice tocco dello smartphone.

Calzature di pregio. Stesso principio applicato alla soletta o al tallone, dove un chip resiste nel tempo meglio di un'etichetta stampata soggetta a usura.

Gioielleria e orologeria. Il valore concentrato in un oggetto molto piccolo rende particolarmente utile un chip che non richiede spazio per un codice leggibile: esistono già soluzioni integrate direttamente nel vetro zaffiro di orologi di alta gamma.

Vino e distillati da collezione. Tag integrabili nel tappo o nella capsula, capaci di segnalare se la bottiglia e gia stata aperta, un livello di garanzia particolarmente rilevante per il mercato delle bottiglie da investimento.

Profumeria e cosmetica di nicchia. Tag discreti applicabili a flaconi e confezioni, senza compromettere l'estetica del packaging, spesso combinati con funzioni aggiuntive come il rilevamento del livello di liquido residuo.

Occhialeria di lusso. Integrazione diretta nella montatura, un settore dove la contraffazione di modelli firmati e diffusa e la superficie disponibile per un QR code e comunque limitata.

Strumenti musicali artigianali. Corpo in legno dello strumento o custodia, materiali perfettamente compatibili con tag NFC integrabili senza interferenze.

Elettronica di fascia alta e componenti tecnici. Prodotti dove la contraffazione di componenti puo avere conseguenze anche sulla sicurezza, non solo sull'autenticita del marchio.

Il filo conduttore non e il settore in se, ma una combinazione di fattori: valore unitario elevato, rischio di contraffazione documentato, e spesso un mercato secondario dove l'autenticita verificabile incide direttamente sul prezzo di rivendita.

Cosa significa per chi produce oggi

Per un artigiano o una PMI che sta valutando i propri strumenti di certificazione, la domanda giusta non e se sostituire il QR code, ma se il proprio prodotto rientra in quella fascia specifica dove un livello di sicurezza aggiuntivo ha senso economico. Un produttore di olio extravergine probabilmente non ne ha bisogno: il QR code resta perfetto per il suo caso. Un orafo che vende pezzi a quattro cifre, o una cantina che imbottiglia annate da collezione, potrebbe trarne un vantaggio concreto.

Stiamo seguendo da vicino questi sviluppi e valutando come integrarli nella struttura di TreVerum per i casi d'uso dove hanno davvero senso, mantenendo il QR code come base solida e universale per tutto il resto.